Chi sono

Sono Yvonne Cernò, sono nata nel 1953 e vivo a Bari, città che adoro.
Ho iniziato a fotografare a venti anni perché mi ero innamorata di David Hamilton, fotografo ritrattista.
Ho sempre fotografato ciò che mi piace, soprattutto persone, volti, occhi ed espressioni che trasmettono gli stati d’animo della gente: gioia, paura, imbarazzo, dolore. Sì, perché, inizialmente tra due persone che si pongono una di fronte all’altra con la macchina fotografica, si crea imbarazzo che, in un secondo momento, si trasforma in feeling e l’imbarazzo scompare. Infatti le foto più ‘naturali’ sono quelle scattate ‘di nascosto’ o le ultime di un servizio fotografico, secondo la mia esperienza.
Fotografo per il GUSTO di fotografare. I miei scatti sono scatti ‘di pancia’ (come dice un mio caro amico), in cui cerco di rubare l’anima alla gente. Posseggo una raccolta fotografica, ma ci sono foto mai scattate che rimarranno impresse nella mia mente per sempre.
Tra le mie foto ce ne sono alcune scattate in analogico, altre in digitale. Le prime, in ordine di data, sono state scattate in analogico, poi c’è stata una pausa di circa dieci anni in cui mi sono fermata a causa di un gravissimo lutto che ha cambiato la mia esistenza e quella della mia famiglia.
Negli anni settanta, questa mia meravigliosa ‘passione’, mi ha portata a Roma, dove ho fotografato le ballerine ed i ballerini della scuola di danza ‘Valeria Lombardi’; scatti che raffigurano volti di giovani artisti.
Infatti gli sguardi e le espressioni del viso di bambini e di donne sono stati la più grande ispirazione nel mio cammino di fotografa. Ogni luogo ed ogni situazione diventavano un pretesto per impugnare la macchina fotografica ed accrescere la mia ‘amabile’produzione artistica. Infatti la mia prima mostra (2012) ed il mio primo libro si intitolano ‘Amabili Click’: occhi giovani e meno giovani, occhi tristi, gioiosi ed espressivi che resteranno in vita per sempre, nei ricordi, grazie ad un semplice click.
Ho ripreso a fotografare nel 2011, acquistando una nuova macchina fotografica digitale; di fronte a questo nuovo metodo, ero scettica, indifferente, diffidente, ma, come diceva Giacomelli, ho continuato ad usare la nuova macchina come la prima, senza avvalermi degli elementi positivi che essa apportava.
Io scattavo, scattavo comunque! C’è voluto un po’ di tempo per capirne il diverso meccanismo, o forse non volevo capirlo! Poi mi sono messa d’impegno, ed ho imparato.
Nel tempo ho fotografato i miei figli, i miei amici, persone che ho incontrato una sola volta sulla mia strada, persone che non dimenticherò mai.
Mi sono resa conto che nella vita, si cambia e si cambia in tutto, soprattutto nei gusti; a volte sono le mode che modificano il nostro modo di essere, a volte la maturità, la conoscenza e la curiosità. Io ho cambiato il mio modo di fotografare e mi ritrovo a farlo in modo differente: fotografo per strada (mettendo, ormai, da parte la mia timidezza) fotografo in movimento e soprattutto ‘taglio’ le mie foto in modo diverso. L’unica costante rimasta, è la preferenza assoluta per la luce naturale. Insomma, sono un’altra Yvonne!
‘L’arte del ritratto fotografico’, così mi piace, sorridendo, definire la mia capacità creativa e produttiva.
Chissà cosa mi riserba il futuro, e, come dice Venditti, CHE FANTASTICA STORIA È LA VITA!
Non finisce mai di stupirci.